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''DEGLI IMPRINTING, PROF. ANTONINO SAGGIO''


 IMPRINTING

Il mio luogo dell’impriting è la città di Roseto degli Abruzzi, una piccola città di mare che si estende tra le sponde dell’adriatico e le verdi colline abruzzesi. 
La sua morfologia ad una prima occhiata può non sembrare interessante, tuttavia vi è un dialogo tra elementi naturali e artificiali. In questi luoghi il mio sguardo infantile ha fissato immagini e ricordi impressi nella mia memoria, ma ora, con un occhio critico e analitico, esploro il tessuto urbano che ha plasmato la mia esperienza d’infanzia, ponendo attenzione su tutti quelli che sono gli elementi che lo compongono.


Vedendo la città dall’alto risulta interessante la gerarchia degli elementi che la compongono: il sistema del terreno, quello dell’edificato ed il sistema ‘’marino’’.
Il primo sistema, quello collinare, trova espressione nelle ‘’tessiture’’ formate dalle curve di livello, che si estendono e sfiorano il sistema degli edifici della città. Questa conformazione del terreno, che raggiunge in modo dolce la quota del livello del mare, è stato un fattore determinante per la pianificazione urbanistica della zona; trova spazio alla quota della collina un borgo medievale. Avvicinandosi al mare le abitazioni si fanno più rarefatte, poste sulle strade, a volte tortuose, che sembrano abbracciare il paesaggio collinare.  Tuttavia, questa giustapposizione di unità unifamiliari e natura non è priva di problematiche. L'espansione edilizia ha spesso ignorato la morfologia del territorio, portando a situazioni di instabilità e a un impatto visivo che disturba la bellezza naturale del luogo; le costruzioni, in alcuni casi, si inseriscono con poco rispetto nella trama collinare, sovrapponendosi in modo disarmonico alle curve del paesaggio.
Scendendo dalla zona collinare si guadagna la vista dell’agglomerato urbano della zona; qui purtroppo la speculazione edilizia ha dato i suoi frutti, con edifici privi di sensibilità e non contestualizzati.
In ogni caso la tessitura urbana è interessante; trova spazio un agglomerato urbano che si fonda sull’ortogonalità, rappresentando un modello di pianificazione razionale. Questa omogeneità del tessuto, quasi del tutto priva di soluzioni di continuità, genera talvolta sensazioni di monotonia, risolta solo spostandosi verso il sistema del lungomare. Sono pressoché assenti, all’interno del tessuto degli edifici, spazi pubblici. Le poche piazze presenti, sembrano isolate in un contesto rigido, prive di quella vitalità che dovrebbe caratterizzare uno spazio di scambio tra cittadini, soprattutto in un contesto ristretto come questo.
Guadagnando invece lo spazio del lungomare si ha una percezione molto diversa dello spazio; esso si configura come un grande asse traslato all’esterno della città, dove si trascorre il 90% della quotidianità dei cittadini. Guardando il mare, la vista dell’orizzonte è tagliata in modo netto dagli scogli artificiali frangi onda; queste strutture, progettate per contrastare l'erosione e garantire la sicurezza del litorale, hanno un impatto profondo sul paesaggio marino. 

Questi luoghi, così semplici e genuini dal punto di vista di un bambino, hanno plasmato i miei anni dell’infanzia; oggi, mentre osservo criticamente le forme e le giaciture di questo luogo, mi rendo conto che la vera sfida è quella di trovare un equilibrio tra sviluppo urbano e rispetto per la natura.

Caratteristiche fondamentali dell'imprinting: commistione, natura, razionalità



Individuazione delle tessiture; sistema collinare, sistema dell'edificato, sistema dei frangi onda


Individuate le tessiture, esse sono state inserite nell'area di progetto; la risultante è una traccia onirica nascosta perturbante, che insiste come una sigillo sull'area, possibile generatrice di giaciture ed intersezioni del progetto.







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CHOON CHOI Approfondimento di Alessio Arturi e Lavinia Albrizio Choon Choi è un architetto, curatore e professore sudcoreano presso la Seoul National University (SNU), dove dirige il programma di laurea in Architettura e il Laboratorio per la Cultura Architettonica. Il suo lavoro si concentra principalmente sul riuso adattivo, unendo l'eredità storica delle strutture con un design contemporaneo per mettere in luce le narrazioni culturali incorporate nell'architettura quotidiana. Attraverso il suo studio, CCA (Choon Choi Architects), Choi ha realizzato progetti di rilievo come il Kkummaru presso il Parco dei Bambini di Seoul, il Centro di Innovazione Maeil e la Fattoria Sangha. Oltre alla pratica architettonica, Choi è noto per il suo impegno in progetti interdisciplinari e collaborazioni artistiche. Ha curato il Padiglione Coreano alla Biennale di Architettura di Venezia del 2018, in cui ha esplorato l'influenza della storia politica della Corea del Sud sull'architettur...

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